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Vulva mon amour: 5 dritte per amarti ancora di più

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Vulva mon amour: 5 dritte per amarti ancora di più

Non ce n’è una uguale all’altra e sono tutte bellissime, proprio perché uniche. Eppure spesso si ha una scarsa consapevolezza delle proprie parti intime, si conoscono poco e le si guarda in modo critico, arrivando anche a pensare che c’è qualcosa che non va a livello estetico.

Per celebrare l’organo sessuale femminile e mostrarlo in tutte le sue diversità anatomiche, dal 2016 è nato il progetto The Vulva Gallery dell’artista Hilde Atalanta: una raccolta di illustrazioni ad acquarello di ogni tipo di vulva –diverse per dimensione, forma, colore: scure e rosa, depilate o con i peli, con le labbra prominenti o più piccole – , per rispondere al crescente intervento di labioplastica, un intervento per ridurre le asimmetrie e le dimensioni delle piccole labbra. Una tendenza quella del design intimo, che sta prendendo sempre più piede, soprattutto nei Paesi anglosassoni tra le più giovani. “Nell’ottica sempre più imperante di sentirsi belle a 360° rientra anche, oramai, la chirurgia estetica della vulva e della vagina, che ha come obiettivo il rimodellamento estetico dei genitali femminili esterni e il ringiovanimento del canale vaginale”, spiega Maria Claudia Biscione, sessuologa e psicoterapeuta. “L’obiettivo di questo tipo di interventi è quello, in genere, di migliorare l’asimmetria o ipertrofia delle piccole labbra vaginali e del tono della parete perineale, rassodare e tonificare il canale vaginale per contrastarne l’invecchiamento, ridurre l’eccessi di adiposità pubica e ricostruire l’imene. Molti di questi interventi sono richiesti in tutti quei casi in cui il proprio organo rappresenta un problema sia fisico che psicologico per la donna e nella relazione con il partner. Il non sentirsi a proprio agio con il proprio organo genitale diviene effettivamente un problema che rischia, a causa dell’imbarazzo e del “complesso” che si vive, di ridurre la propria autostima sentendosi inadeguate e, di conseguenza, di minare fortemente la gratificazione sessuale. Questi tipi di interventi non vanno però presi alla leggera, soprattutto se a richiederlo è una giovane donna, dietro devono esserci motivazioni serie che vanno al di là della ricerca di un modello unico di “bellezza” della vulva che non esiste e che, spesso, ahimè, è preso in prestito dalla pornografia che propone modelli stereotipati e fuorvianti.”

Alcune di queste richieste di sex design sono mosse da una scarsa conoscenza delle proprie zone intime esterne, che portano a non avere confidenza e a pensare che ci sia uno standard a cui omologarsi. “Iniziamo a dire che spesso si fa confusione anche sui nomi che diamo al nostro organo sessuale. La vagina è la parte interna dell’apparato genitale femminile, mentre la vulva è la parte esterna, composta dal monte di Venere, il clitoride, le grandi e piccole labbra, le ghiandole vestibolari, l’apertura uretrale e l’inizio della vagina. Detto questo, va sottolineato che non esiste una vulva uguale ad un’altra e che ogni donna ha la propria” dice la sessuologa. “E’ vero, accade frequentemente che le donne abbiano poca dimestichezza con il proprio organo sessuale, perché diversamente da quello maschile che è esterno e quindi ben visibile, per le donne la consapevolezza di come si è fatte nasce dalla volontà di scoprire le proprie parti più intime. Costantemente mi trovo a contatto con donne che non hanno mai esplorato, magari con uno specchio, le proprie zone genitali, per capirne la morfologia e quindi il funzionamento”. Ma qual è il rapporto che di solito le donne hanno con la loro vulva? “E’ spesso distaccato, la “frequentano” ma come se fosse una parte altra da sé molto legata all’igiene e alla cura, lì dove è necessario, per esempio quando si depilano o quando devono effettuare terapie o inserire assorbenti interni. Per questo va attivata la curiosità, il motore della consapevolezza, che nasce dal desiderio di comprendere esternamente e internamente come si è fatte. Non solo guardando, ma anche e soprattutto toccando: per percepire la sensibilità dell’organo stesso e la consistenza dell’apparato. Molte donne, infatti, hanno un’idea falsata della propria vagina, con fantasie di varia natura che vanno dall’idea di un’iper-fragilità, per cui ogni contatto è pericoloso, da una totale ignoranza su come sono effettivamente fatti gli organi interni”. Ma ci sono delle modalità per ‘familiarizzare’ e conoscerla meglio. “Banalmente, guardandola con attenzione ed esplorandosi con il tatto. Solo così la fantasia può collimare con la propria realtà estetica e sensoriale, che cambia da donna a donna”, suggerisce Biscione. Perché spesso a fare muro ci sono anche tanti tabù con cui fare i conti. “Alcune donne associano alla consapevolezza sessuale un senso con se stesse di “sporco”, vivono la dimestichezza con l’organo genitale come qualcosa di inappropriato, innaturale, un comportamento che se slegato dall’igiene e dalla relazione con il partner non ha ragione di essere. Questa tendenza va cambiata, perché conoscersi è il modo migliore per sapere cosa ci dà piacere e migliorare il feeling sessuale in coppia”, continua l’esperta. Il primo passo è aumentare la confidenza con le proprie parti intime. “Bisogna capire che, tra i tanti, questo è l’organo che ha maggiore bisogno di essere conosciuto e ‘compreso’, perché ha molteplici funzioni. Sapere da dove esce la pipì, o come si modifica l’utero quando si è incinta, o come allenare la muscolatura perineale, e ovviamente come godere sessualmente al meglio conoscendo il clitoride e riconoscendole le sensazioni, sono un bagaglio indispensabile per una buona consapevolezza di sé, per implementare l’autostima erotica e per vivere in maggior sintonia con il proprio corpo”, afferma Biscione. L’autoerotismo è uno dei modi migliori per costruire un rapporto sano con la propria vagina e vulva.Ogni donna dovrebbe praticarlo. Innanzitutto, perché essere protagonisti della propria risposta sessuale aiuta ad avere un rapporto con se stesse più salutare e positivo. Il procurarsi piacere prescinde dalla relazione con l’altro, non dovrebbe essere un’alternativa, ma una realtà che coesiste, che fa bene all’umore e ovviamente anche all’amore. Perché conoscersi, permette anche di guidare meglio il partner al proprio piacere senza delegargli la responsabilità di trovare da solo la strada, cosa che spesso crea frustrazioni, insoddisfazioni reciproche e complessi. La consapevolezza della propria risposta orgasmica favorisce, sicuramente, una migliore comunicazione e libera da possibili fraintendimenti legati agli stereotipi sbagliati sulla sessualità”. Cerchi spunti per fare amicizia o migliorare la tua confidenza con la tua vagina e la tua vulva? Ecco 5 dritte, consigliate dall’esperta, per darti piacere giocando con la tua amica più “intima”.

1. Usa lo specchio

“Per prendere confidenza, inizia a dare uno sguardo a come è fatta, studiando la sua anatomia. Per guardarla attentamente, fatti aiutare da uno specchio. Poi toccala esternamente e internamente per capire a ogni diverso stimolo e sfioramento che risposta dà. Inoltre, impara a conoscerla nelle varie fasi del ciclo, come cambiano gli umori e gli odori”.

2. Allenati a capire cosa l’accende!

“L’eccitazione si può provocare se sai quali tasti spingere. Non solo fisicamente, ma anche attraverso quali fantasie si stimola il desiderio. Coltivare il proprio “giardino segreto” significa avere un ottimo bagaglio di conoscenza di sé utilissimo per quando poi si sta in due”.

3. Fai amicizia con il clitoride

“E’ il comandante supremo da cui parte l’orgasmo e se lo conosci, puoi capire quali sono le varie strade che ti possono portare a raggiungere il piacere. L’orgasmo è unico! Che la stimolazione avvenga attraverso stimolazione diretta del clitoride, o attraverso la penetrazione vaginale o
anale, ma anche attraverso altre parti del corpo estremamente sensibili e
ricettive, quello che conta è arrivare all’orgasmo senza ansie e inutili pregiudizi, che ti fanno sentire strana o anormale. Ecco perché è importante imparare a masturbarsi aumentando via via le molteplici possibilità di raggiungere il piacere”.

4. Fallo in coppia

“La masturbazione con il partner può essere un gioco molto eccitante: stimola entrambi e migliora la tua autostima e la tua capacità di esporti senza troppi imbarazzi. Ma soprattutto “educa” il tuo partner alla conoscenza di come funzioni, minimizzando il terribile rischio per cui è l’altro che ti dice se sei giusta o sbagliata. L’orgasmo è il tuo, quindi goditelo con assertività”.

5. Gioca con i sex toys

“Ogni donna ne dovrebbe avere almeno uno. Che sia per una stimolazione esterna o un dildo, ciò che conta è sdoganare questi magnifici oggetti e renderli uno strumento di piacere positivo, allegro, che migliora moltissimo la percezione sensoriale. Da sola e in coppia, anche qui non sono un antagonista del partner, ma bensì un alleato che può aumentare la complicità”.

Vuoi provare una vera novità? E’ appena uscito Sona, il rivoluzionario stimolatore clitorideo della LELO, che utilizza le onde sonore e gli impulsi invece delle vibrazioni tradizionali per stimolare l’intero clitoride – oltre alla già nota parte esterna, raggiunge anche la struttura interna più larga. Ciò consente un’eccitazione diretta fino al 75% in più del clitoride rispetto a quella vibratore “standard”. Se vuoi capire bene come funziona clicca qui.

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Sono una giornalista freelance e mi occupo di lifestyle, scrivendo negli anni per diverse riviste femminili come Cosmopolitan, Gioia! e Donna Moderna, ma anche su siti come D de La Repubblica e l’HuffPost.

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